Il bando di concorso prevedeva la ricucitura dell’abitato urbano di Avezzano separato dal passaggio della Ferrovia, quindi oltre al sottopasso stradale abbiamo previsto due differenti passaggi pedonali.
Uno posizionato su un lato del sottopasso di Via Roma ad una quota più alta della sede stradale per evitare il contatto dei pedoni con esalazioni e rumore veicolare.
L’altro più a Sud unisce l’abitato della zona a Nord-Ovest (Via Belli) con il Centro della città posto a Sud-Est passando attraverso una zona di verde attrezzato ricavata da un triangolo di terreno libero da edifici. Si è pensato infatti che il solo miglioramento dei percorsi doveva essere integrato da spazi a totale riparo dal traffico veicolare, che fossero attrezzati con soste, specchi d’acqua e diaframmi di verde.
Data l’imponenza del manufatto, inutilmente mimetizzabile in una maglia urbanistica di piccoli e isolati volumi a destinazione residenziale, si è deciso di caratterizzare fortemente il sottopasso con pittura di colore rosso direttamente sulla superficie in cemento che distogliesse l’attenzione dalla pesantezza del cemento facciavista e che diventasse, anche grazie ai tagli irregolari sulle facce, elemento architettonico spigoloso e dinamico come il flusso ferroviario e veicolare che lo attraversa.
L’esperienza architettonica è poi estesa agli automobilisti che lo percorrono con la differente modulazione della luce dovuta al passo decrescente delle travi di collegamento. L’addensamento delle travi segue la spinta crescente che il terreno esercita sulle palificate mano a mano che il tracciato raggiunge maggiore profondità in prossimità del tunnel ferroviario.
Il colore rosso della pittura è poi esteso a tutti i manufatti in Cemento del progetto, e ai muretti infissi nel giardino, questi disposti in maniera frammentaria imitano la disomogeneità di direzioni e forme che caratterizzano l’urbanistica del quartiere.
